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Are You Getting Your Employees Engaged?

Chad Savoy

VP of Sales, Datadog

Engagement is the emotional connection employees have to their organization. Highly engaged employees believe in what they’re doing, feel a sense of ownership and will deliver more than what’s required in their roles; disengaged employees might not even come in on Mondays.

So if you want your people to a) show up and b) give 110%, here a few things to keep in mind.

Engagement matters

Companies with higher employee engagement experience reduced absenteeism and turnover, fewer safety incidents and increased productivity and profitability. Engaged employees are better brand ambassadors, creating more positive customer experiences and therefore happier customers. Basically, an engaged workforce is a good thing.

More than money (or massages)

Engagement is boosted by positive working relationships, learning, development and progression opportunities, feeling valued (as people, not just as labor units) and being empowered. You can’t rely on increased compensation or office perks; they’re unlikely to make a difference to most people.

Growing companies have an advantage

Smaller companies tend to have higher engagement as teams are small, tight-knit and focused on the common goal. There’s nowhere for underperformers or poisonous personalities to hide, and it’s easy to recognize achievements. Of course, clearly communicating direction and hiring the right people are critical for reinforcing this culture!

Happiness is important, but it isn’t everything

People can be perfectly happy at work without being engaged; they’ll do their jobs but not necessarily go the extra mile. On the other hand, engagement can encourage happiness: highly engaged employees might overlook the little things – no coffee in the break room for example – that would make less engaged employees unhappy.

Managers are kind of a big deal

Engagement depends not only on what the company can offer, but the relationships people build in the workplace. Managers need support to promote individual engagement: build strong relationships, leverage strengths, encourage development, and discover everyone’s unique motivators. Baby Boomers in particular are likely to become more or less engaged as a result of management support (or lack thereof).

A very long engagement

People are usually engaged in their roles when they’re starting out, so the challenge is maintaining that commitment and enthusiasm throughout their careers. New employees are usually encouraged to innovate, enjoy individual attention and get continuous information about the company, expectations and performance. Continue in this vein, and give them ample opportunity to develop and progress.

So you’re engaged, or not. Now what?

You can easily hire a company to measure your engagement levels or do it yourself with a survey. But it’s not enough to measure – you need to collect actionable, relevant data so you can make changes as a result of your findings. If you ask employees if they have enough learning opportunities, be prepared to offer more if the answer is ’no’.

Engagement needs commitment

Running an engagement survey and not doing anything with the results is a surefire way to undermine your efforts; remember employees who don’t feel listened to are unlikely to engage. So if you want an engaged workforce, focus on engagement drivers, Always Be Communicating, lead from the front and model the values and behaviors you want to see in your people. It’ll pay off!

If you're a member of HR.com, come along to this free webinar on October 29 and hear what CSOD's very own Engagement Manager Rachel Light has to say about getting – and staying - engaged.

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Il report creato dal Politecnico di Milano – Osservatorio HR Innovation Practice in collaborazione con Cornerstone OnDemand analizza: la percezione dei lavoratori in merito al futuro del lavoro le azioni intraprese dalla Direzione HR nel garantire l’employability delle proprie persone la diffusione di cultura e competenze digitali le caratteristiche chiave della formazione del futuro

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Il successo di un’azienda passa anche dal benessere delle persone.

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Secondo l’OMS, un “luogo di lavoro sano è quello in cui lavoratori e dirigenti, sulla base dei bisogni evidenziati, collaborano attivamente nell’ambito di un processo di continuo miglioramento per tutelare e promuovere la salute, la sicurezza e il benessere di tutti i lavoratori nonché la sostenibilità dell’azienda”. Ciò detto, soltanto il 9% dei lavoratori italiani dichiara di “stare bene” dal punto di vista fisico, sociale ed emotivo sul luogo di lavoro. Questo è quanto emerge dalla Ricerca 2022 dell'Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano (https://www.osservatori.net/it/ricerche/osservatori-attivi/hr-innovation-practice). In particolare, il fronte più critico è quello psicologico, per il quale l’impatto più forte è dato dalla cosiddetta “work intensification”, ossia la sensazione di essere sempre di fretta e in corsa contro il tempo. Non mancano, poi, gli episodi di ansia e/o stress per motivi legati al lavoro e, infatti, ben quattro persone su dieci dichiarano almeno un’assenza dal lavoro nell’ultimo anno per malessere emotivo. Queste preoccupazioni si riflettono anche sullo stato fisico, con difficoltà a riposare bene e frequenti episodi di insonnia (55%). Aspetto meno critico è invece la percezione di isolamento sociale rispetto ai colleghi, un elemento su cui negli ultimi 2 anni molte organizzazioni hanno attivato iniziative per non perdere il contatto con i lavoratori, spesso a distanza, e l’identità aziendale. In generale, i fattori che maggiormente causano stress sono i ritmi e il carico di lavoro, la difficoltà a conciliare le attività lavorative con le esigenze personali e le relazioni conflittuali con colleghi e responsabili. Creare un ambiente di lavoro positivo che supporti il ​​benessere dei dipendenti dovrebbe essere tra le priorità di ogni leader aziendale, anche perché il nesso tra benessere delle persone sul posto di lavoro e performance individuali e risultati aziendali è ampiamente documentato. Luoghi di lavoro “sani” portano a una maggiore motivazione e produttività, margini di profitto più elevati e a una maggiore fidelizzazione da parte dei dipendenti. Cosa fare, dunque, per migliorare il benessere dei dipendenti sul posto di lavoro? Ecco alcuni semplici (ma molto efficaci) suggerimenti. Offrire programmi strutturati di assistenza per i dipendenti (Employee Assistance Program, EAP) per fornire loro supporto in caso si trovino a dover affrontare problematiche di varia natura, inclusi ovviamente problemi sul posto di lavoro che possono essere la causa di ansia, stress o depressione. Aiutare i dipendenti a sviluppare la propria carriera e raggiungere i propri obiettivi nel lungo termine. È un modo fondamentale per incoraggiare il benessere dei propri collaboratori e fare in modo che si sentano soddisfatti del proprio lavoro. Nella maggior parte dei casi, il motivo principale per cui i dipendenti non investono nella formazione e nello sviluppo è la mancanza di tempo. Ed è qui che devono intervenire i manager per consentire ai propri talenti di dedicare tempo sufficiente alla formazione e allo sviluppo. Promuovere programmi di welfare e benefit aziendali per il benessere.L’attenzione alla salute, al benessere e in generale alla qualità della vita dei propri collaboratori è un fattore sempre più determinante. Per questa ragione oggi i programmi di welfare sono uno strumento davvero efficace a disposizione delle aziende per supportare l’equilibrio tra vita lavorativa e privata. Promuovere questi programmi significa contribuire a un generale miglioramento del benessere delle persone in azienda con conseguente aumento della motivazione e delle performance. Incoraggiare pause reali. Ahimè è uno spettacolo fin troppo comune quello di persone sedute alle loro scrivanie durante la pausa pranzo, che mangiano con una mano e digitano sulla tastiera con l'altra. Le pause reali e regolari sono fondamentali per il benessere ed è, quindi, molto importante incoraggiare i dipendenti a consumare il pranzo lontano dalla scrivania e a fare diverse pause nel corso della giornata. Creare un ambiente di lavoro confortevole. L’ambiente che ci circonda influisce notevolmente sul nostro benessere, ecco perché creare un ambiente di lavoro piacevole e confortevole influenzerà positivamente la salute fisica e mentale dei propri collaboratori. Scrivanie sit-stand, sedute ergonomiche e spazi benessere o dedicati alla socialità sono solo alcuni dei modi in cui è possibile migliorare l'ambiente di lavoro. Riconoscere il lavoro delle persone. Riconoscere e premiare i dipendenti per il loro lavoro può aumentare la fiducia e far sentire le persone apprezzate per il contributo che stanno portando in azienda. Che si tratti di un semplice "grazie" o di un riconoscimento per il completamento di un progetto, tanti sono i modi per dimostrare apprezzamento per il lavoro dei propri collaboratori e dare loro una spinta motivazionale in più. Incoraggiare i collaboratori a prendersi cura del proprio benessere. La creazione di una cultura che parli di salute e benessere e supporti i dipendenti nell'adozione di misure per migliorare se stessi incoraggerà il personale a dare priorità al proprio benessere. Ovviamente il work-life balance ne è una parte essenziale. Limitare gli straordinari, disattivare le notifiche nei fine settimana e la sera e incoraggiare periodi di vacanza nel corso dell’anno sono solo alcuni esempi di com’è possibile contribuire a mantenere un sano equilibrio all’interno dei team di lavoro. Ma il modo migliore è sempre il lead by example: se il manager conclude la propria giornata lavorativa alle 17:00, è più probabile che lo faranno anche i suoi collaboratori.

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