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Why a Little Pessimism Can Benefit You as an HR Manager

Suzanne Lucas

Founder, Evil HR Lady

Seeing the silver lining can make your life easier in many ways. However, there are benefits of pessimism in the workplace. As an HR manager, having a little pessimism can go a long way in preventing workplace problems from getting out of hand.

No, you shouldn't be purposefully negative at work. But, a substantial part of any HR manager's job is to reduce a company's risk of lawsuits, government fines and excessive turnover. You'll be more successful in these areas if you anticipate how things can go wrong, rather than assuming they will always go right.

Take a look at two scenarios where a little pessimism leads to a more positive outcome.

The Sexual Harassment Complaint

Consider what an optimist and a pessimist would say if a female employee, Jane, came in and said, "Bob told me my dress was nice. That's sexual harassment!"

The Optimist: "Jane, I'm sure he didn't mean anything by it. It is a very nice dress." This could be the right call—if this is the first complaint you've ever received about Bob, it's doubtful that this is a serious offense. One comment certainly doesn't rise to the level of pervasive or severe harassment. But consider the alternative.

The Pessimist: "Jane, can you tell me a little bit more? Is there anything else that Bob has said or done that makes you feel uncomfortable?" You may find out that Jane was overreacting and Bob didn't mean anything by his comment. But, you may instead find out that Bob has a habit of focusing on his female co-workers' looks rather than their performance, and several women in the department feel uncomfortable with it. You're lucky Jane came forward when she did, because now you can address this with Bob, keep a close eye on him and prevent this from becoming a lawsuit.

The Takeaway: Never let a complaint about something serious and/or illegal go with out investigation. This not only protects the company against lawsuits, but also assures your employees that you listen to their concerns and that the company doesn't tolerate bad behavior.

The Salary Discrepancy

Imagine you're looking at salary reports and notice that Helen and Heath have the same job title, but Heath's salary is $5000 higher. The Optimist: "HR reviews and approves every salary offer, so I'm sure there is a logical explanation for this difference."The pessimist: "Even though HR reviews and approves every salary offer, this is a really large difference. I better find out what's going on here." This type of pessimism doesn't mean launching a full-fledged investigation into salary policies. After all, you know that salaries are scrutinized carefully before job offers are made. Still, this situation calls for some scrutiny.

The Takeaway: Do some digging into both employees' professional background. If you find out that Heath has a master's degree and five years of experience, while Helen has a bachelor's degree and three years of experience, then case closed. There's a logical and legal reason. Although, you may wish to change titles to reflect the differences in experience and education.

If, on the other hand, you find out that Helen has a master's degree and five years of experience, while Heath has less education and less years on the job or you determine that their experience and educational background are equal, you've caught a problem before it can turn into a lawsuit.

Whatever you're dealing with, looking at the worst case scenario can help you identify potential problems before they explode into something serious. Pessimism can catch issues when they are small, while optimism encourages you to ignore them until they explode.

So, try to be an optimist who believes most people are good, but investigate like a pessimist. Every time.

Photo: Creative Commons

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Employer branding, un aspetto da non sottovalutare. Mai.

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Employer branding, un aspetto da non sottovalutare. Mai.

Fino a non molto tempo fa, quando mi capitava di guardare i career site delle aziende, ammesso che ne avessero uno, non potevo fare a meno di notare che erano un po’ tutti uguali; descrivevano una mission aziendale con parole molto in voga, ma sostanzialmente prive di significato, e mostravano immagini di impiegati felici e sorridenti che dichiaravano quanto meraviglioso fosse il loro lavoro. Fortunatamente le cose cambiano e sempre più aziende si rendono conto che l’employer branding è cosa seria. In particolare, cresce la consapevolezza che la reputazione che una realtà si costruisce come datore di lavoro è decisiva per attirare e fidelizzare i talenti. Fare brand è in cima ai trend 2020 Non a caso, l’employer branding è una delle tendenze che caratterizzeranno le strategie delle aziende nell’anno in corso. Secondo un’indagine di Universum, la costruzione del marchio diventerà sempre più una priorità per il business e nei prossimi cinque anni le organizzazioni si concentreranno prevalentemente su questo. La capacità delle aziende di raccontarsi è infatti sempre più importante soprattutto per attrarre i talenti che, nei settori più competitivi in particolare, hanno molte opzioni fra le quali scegliere. Come mettere in atto una strategia di employer branding La cosa migliore per attrarre candidati di valore per l’organizzazione è dunque creare un branding aziendale efficace e comunicare nel miglior modo possibile cosa si fa per i propri dipendenti. Ma come fare esattamente e da dove partire? Di seguito, qualche suggerimento su alcuni passaggi apparentemente semplici ma fondamentali per sviluppare una strategia di employer branding di successo. 1. Conoscere a fondo la value proposition dell’azienda Innanzitutto, è importate concentrarsi sulla mission, i valori, la visione e la cultura dell’azienda per identificare chiaramente quali sono le esigenze e quindi comprendere quali talenti occorre acquisire per raggiungere gli obiettivi preposti. 2. Effettuare un audit del brand Non sempre le aziende sono pienamente consapevoli della propria reputazione tra le persone in cerca di lavoro o tra i dipendenti stessi. È molto utile in questi casi condurre sondaggi interni, ricerche sui social media e controllare siti come Glassdoor per leggere le recensioni di dipendenti ed ex dipendenti. Sarà quindi possibile scoprire gli elementi che le persone apprezzano di più della cultura aziendale, metterli bene in evidenza e lavorare al miglioramento degli aspetti più deboli. 3. Scrivere una employer value proposition Una volta effettuato l’audit e stilato un elenco di valori e benefici offerti dall’azienda, è consigliabile creare una employer value proposition. Una proposta di valore del datore di lavoro è un messaggio di marketing e una promessa; quindi mai dire nulla che non sia vero o che i vostri dipendenti non condividerebbero. 4. La parola ai dipendenti Se i candidati vogliono saperne di più sul vostro brand, cercano soprattutto informazioni dai vostri attuali dipendenti. Chi infatti meglio di loro potrebbe raccontare come si vive realmente nella vostra azienda? Fate parlare le vostre persone attraverso interviste e testimonianze da condividere sul sito web. 5. Non trascurate l’onboarding Instillare un'immagine aziendale positiva inizia sicuramente da un buon processo di onboarding. È fondamentale coinvolgere le persone e far sì che siano entusiaste dei loro ruoli e dei loro team sin dall'inizio. Fornire ai nuovi dipendenti le istruzioni e gli strumenti necessari per eccellere nei loro ruoli è garanzia di transizione graduale, tassi di turnover più bassi e team più produttivi. 6. Offrire formazione e sviluppo Contrariamente a quanto si possa pensare, il motivo principale per cui le persone lasciano il lavoro non sono i soldi, ma la noia. Offrendo ai dipendenti la possibilità di perseguire opportunità di apprendimento e acquisire competenze per nuovi ruoli, dimostrerete quanto sono importanti la formazione e il miglioramento continui nella vostra azienda. Date ai vostri dipendenti la possibilità di cimentarsi con nuove sfide, sarete certi che non si annoieranno e avrete tassi di fidelizzazione migliori. 7. Create iniziative di diversity e inclusion Altro elemento molto importante è il vostro impegno nella creazione di team diversi. Investire in iniziative di D&I non solo vi permette di ottenere molti vantaggi, come idee più innovative, una cultura del posto di lavoro più forte e un migliore servizio clienti, ma è fondamentale per coltivare un’immagine positiva del brand e condividerla con nuovi gruppi di persone. In conclusione, una strategia di employer branding vi consente di controllare e modificare in positivo ciò che si dice della vostra azienda, migliorando l’acquisizione e la fidelizzazione dei talenti e riducendo i costi di assunzione e il turnover dei dipendenti.

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