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Le HR nel 2022. Tre trend per il lavoro del futuro

Cornerstone Editors

Sono passati circa due anni dall’esplosione della pandemia, e in questi anni sono avvenuti cambiamenti catastrofici nel mercato del lavoro. Secondo ILO Monitor, nel solo 2020 si sono persi 114 milioni di posti di lavoro. Ora, a livello globale, i disoccupati sono circa 220,5 milioni.

Lo scenario non è dei più incoraggianti, tuttavia le aziende che sono state in grado di districarsi tra le sfide presentate dalla pandemia ci sono riuscite adattando le proprie strategie ai cambiamenti e accompagnando le persone durante questa trasformazione epocale.

Ora che il 2022 è iniziato, le aziende stanno puntando l’attenzione sulla creazione di un’organizzazione a prova di futuro, un’organizzazione, cioè, capace di immaginare nuovi modi di lavorare che funzionino per tutti: dipendenti, clienti, partner, ecc.

Su cosa si concentreranno le imprese quest’anno per preparare l’organizzazione al futuro? Tre manager di Cornerstone esprimono qui la loro opinione sui trend che hanno individuato nel mercato e appreso dal confronto con le aziende clienti. Il fenomeno della “Great Resignation” come opportunità per passare al “Great Hiring”, lo sviluppo di un apprendimento autogestito e basato sulle competenze tra i dipendenti, l’adozione e integrazione dell’AI nella tecnologia per le HR ci permettono di lasciare alle spalle il 2021 con rinnovata energia ed entusiasmo per il futuro del lavoro.

Il grande cambiamento: l’esperienza dei dipendenti assume un ruolo centrale nel “Great Hiring”

I flussi e riflussi dell’economia globale hanno provocato la perdita del lavoro per milioni di persone, a cui si sono poi aggiunti quelli che, spinti dal desiderio di nuovi stimoli, hanno abbandonato volontariamente il proprio lavoro. Burnout professionale, mancanza di visibilità sulle opportunità di carriera e differenze salariali giocano un ruolo fondamentale nella decisione di un dipendente di cercare lavoro altrove.

“È responsabilità dei datori di lavoro, di tutti noi, creare le necessarie opportunità per il successo continuo delle nostre persone”, dichiara Kimberly Cassady, Chief Talent Officer di Cornerstone.“Per cominciare, le aziende non possono più fare a meno di offrire una visione chiara dei percorsi di carriera individuali all’interno dell’organizzazione. Quando un dipendente è consapevole del proprio potenziale di crescita nella propria azienda, oltre che delle opportunità di apprendimento e di sviluppo a disposizione per creare nuove skill (o anche di misurarsi in nuove posizioni), sarà più propenso a vedere un futuro all’interno dell’azienda senza cercare occasioni all’esterno.

In Cornerstone, ad esempio, per mantenere i dipendenti coinvolti durante la pandemia, i talent leader hanno creato un ambiente in cui i dipendenti potevano mettere a disposizione i propri talenti e fare crescere le proprie skill. Partendo dal nuovo programma ‘Cornerstone Gigs’, l’azienda ha creato incarichi a breve termine per offrire alle persone interessate alla mobilità interna di attingere a skill esistenti all’esterno del loro dipartimento di appartenenza. I gig sono postati da altri dipendenti o dai project manager che desiderano un apporto “fresco” e un supporto concreto, allo scopo di potenziare o accelerare una particolare iniziativa o obiettivo di business. Nel primo anno, l’iniziativa ha raccolto un incredibile supporto da parte dei dipendenti Cornerstone, 250 dei quali hanno hanno chiesto di partecipare, arrivando alla fine a 75 assegnazioni.

Le opportunità di avanzamento interno sono e rimarranno una priorità, ma queste soluzioni non risolveranno tutte le richieste di posizioni aperte. Per riempire gli 11 milioni di posizioni aperte in conseguenza del Great Hiring, saranno necessarie nuove assunzioni.

“Le aziende che offrono la possibilità di lavorare da remoto continueranno ad attirare i migliori talenti”, conclude Cassady. “Invece, quelle non disposte a virare su un ambiente di lavoro remoto dovranno riconsiderare gli obiettivi strategici generali della loro organizzazione per allinearsi con le aspettative della forza lavoro attuale”.

Apprendimento mirato autogestito e basato sulle competenze in ascesa

La velocità del cambiamento nell’ambiente di lavoro attuale è incredibile. A causa in gran parte dei cambiamenti epocali nel business e dei bisogni creati dalla pandemia, il 50% dei lavoratori necessiterà, secondo una recente indagine di Gartner, di nuove competenze per poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

Le persone, in tutte le aree aziendali, sono costrette non solo ad affinare le competenze che già possiedono, ma anche a svilupparne di nuove per restare al passo con le aspettative riposte nel loro ruolo o nel loro settore. Quando hanno a disposizione adeguate risorse formative, le persone si sforzano in modo più coordinato di apprendere nuove competenze con il proprio ritmo. Questo è quello che definiamo apprendimento autogestito.

“Tra il 2020 e il 2021 si è registrato un aumento di 4 volte nelle iscrizioni ai corsi autogestiti”, afferma Summer Salomonsen, VP, Content Product di Cornerstone. “Questo ci dice che le risorse formative sono richieste non solo dai leader, ma che per ogni individuo è aumentata la probabilità che cerchi corsi che lo aiutino a progredire nella carriera e a crescere professionalmente, in definitiva ad essere un lavoratore più completo”.

La popolarità dell’apprendimento autogestito va oltre l’interesse all’aggiornamento finalizzato ai progressi nella carriera: infatti, vediamo che molte persone sono concentrate sulle skill personali, sulla formazione DEIB (Diversity, Equity, Inclusion and Belonging) e altri argomenti che hanno a che fare con l’empatia.

“Oggi, più che mai, le persone sono motivate a imparare”, prosegue Salomonsen. “Oggi abbiamo l’opportunità di offrire contenuti L&D facilmente accessibili e rilevanti, irrinunciabili e diversificati, con la certezza che le persone ne ricavino valore”.

L’AI per le risorse umane e le persone

Sempre più spesso l’AI è uno strumento usato nei dipartimenti HR, ad esempio per l’acquisizione di talenti e per la formazione e sviluppo, ma la tecnologia non è usata al suo pieno potenziale per tutta la forza lavoro. Il potenziale però c’è, sostiene Ajay Awatramani, Chief Product Officer di Cornerstone.

“L’adozione dell'AI nella tecnologia per le HR continuerà a crescere grazie alla disponibilità di nuovi strumenti e alla risposta del mercato”, dice Awatramami. “Col tempo, i leader HR si sentiranno pronti aprendere decisioni incredibilmente importanti sull’azienda e le sue persone basandosi su dati HR combinati con soluzioni di intelligenza artificiale, mentre i dipendenti avranno accesso a strumenti di livello consumer avanzati e personalizzati che li aiuteranno ad essere più efficienti e a sviluppare la carriera. Una situazione win-win”.

Ciò è evidenziato dallo studio 2021 Global Talent Trends di Mercer, secondo il quale “oltre il 60%dei top manager afferma che l’impatto maggiore è l’uso delle analitiche per assumere decisioni radicate nei dati”.

Con la corretta applicazione del machine learning e dell’intelligenza artificiale, i leader HR possono instaurare pratiche action-oriented che portano benefici tanto alle persone quanto alla crescita dell’organizzazione. L’AI, ad esempio, rende possibile connettere l’apprendimento alla crescita non solo con l’identificazione delle carenze di competenze da colmare, ma anche guidando le persone verso contenuti rilevanti che permettono di colmare tali gap. L’AI può anche associare le corrette opportunità di crescita con le persone giuste facendo affiorare e assegnare progetti rilevanti. È la potenza dell’AI che permette a entrambi i gruppi di raggiungere i propri obiettivi più rapidamente e con maggiore efficacia.

Il mondo HR è pronto per la resilienza

Il 2021 ha certamente presentato la sua dose di sfide, ma le HR hanno dimostrato continuamente il proprio valore per il business dato che proprio la funzione HR ha aiutato le organizzazioni ad adattarsi e a superare i problemi degli ultimi due anni. Noi di Cornerstone siamo consapevoli degli straordinari progressi già compiuti e delle ulteriori trasformazioni che avverranno nei prossimi anni.

Se siete interessati alle opportunità che si presenteranno e volete capire come la vostra organizzazione può creare esperienze coinvolgenti per il personale, collegare lo sviluppo di competenze alla progressione di carriera e prepararsi al futuro, potete leggere la nostra guida per i talent leader.

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